Al territorio di Porto Cesareo appartengono 17 km di costa del versante occidentale del Salento. Sono perlopiù tratti di litorale basso e dolce, con lunghe ed ampie zone sabbiose. Non a caso una delle particolarità e maggiori attrattive del luogo consiste proprio nella vasta scelta di spiagge e lidi dove fare il bagno e trascorrere le giornate al mare e in totale comodità.

Gli amanti degli scogli, delle zone più selvagge e rocciose, hanno comunque delle valide alternative per vedere soddisfatte anche le loro esigenze.

La soluzione migliore è sicuramente quella di muoversi verso sud lungo la litoranea, superare la località di Torre Sant’Isidoro. L e prime tracce di scogliera si trovano avvicinandosi alla località di Torre Inserraglio, collocata fra Sant’Isidoro e Porto Selvaggio.  Qui la roccia si eleva per circa 5 – 6 metri sopra il livello del mare , diversificandosi perciò significativamente dal litorale basso e sabbioso che contraddistingue Porto Cesareo. Anche i fondali sono rocciosi, ricchi di vegetazione marina e impreziositi da numerose barriere coralline, visibili a pochi metri di lontananza dalla costa a circa 15 metri di profondità. Immergersi in queste acque e osservare il mondo sommerso è veramente un’emozione unica, oltre che uno spettacolo per gli occhi data la varietà di specie animali marine che popolano questo tratto di mare.

D’ora in poi, sempre muovendosi in direzione sud, verso Gallipoli per intenderci, la costa inizia a sollevarsi notevolmente, innalzandosi di molti metri sopra il livello del mare. Le rive diventano più aspre, le rocce più selvagge e gli scogli cominciano a disegnare mille insenature, rientranze, strapiombi dov’è semplice trovare il proprio angolo solitario e tuffarsi nell’incanto dello Ionio.

Entrando nel territorio del Parco Naturale di Porto Selvaggio, ad esempio, ci si trova in un mondo incontaminato, dove la natura non ha ancora, per fortuna, incontrato le speculazioni dell’uomo. Qui le uniche tracce del passaggio umano sono le torri di avvistamento cinquecentesche che delimitano il parco e i ritrovamenti di età preistorica saltati fuori da alcune delle tante grotte carsiche create dalla roccia.

Circondati da un ambiente incredibile, arricchito dalla pineta di pini d’aleppo e dalla folta macchia mediterranea, ci si può fermare sullo scoglio più attraente, ammirare tutto ciò che è intorno e lasciarsi andare nelle acque refrigerate dalle sorgenti di acqua purissima. La Baia di Torre Uluzzo e la baia di ciottoli di Porto Selvaggio sono probabilmente i due punti dove il parco compie il suo massimo sforzo per strabiliare i suoi ‘ospiti’. Fra le due insenature e tutt’intorno è un continuo susseguirsi di meravigliosi scogli, più o meno alti, più o meno accessibili, da scalare per concedersi un tuffo.

Volendo, poi, andare anche oltre il Parco Naturale di Porto Selvaggio, si giunge nella ridente località di Santa Caterina, da cui fra l’altro parte la scalinata che rappresenta una delle due vie per accedere alla riserva naturale incontaminata. Ebbene, in questa piccola marina, frazione del Comune di Nardò, si trovano altri tratti di scogliera molto frequentati dagli abitanti del posto e dai turisti, sia per il fascino del luogo che per la qualità del mare. Uno di questi è senza dubbio ‘lu chiapparu’, termine dialettale che indica la pianta di cappero molto diffusa nel territorio mediterraneo e che caratterizza con un rigoglioso cespuglio proprio una delle alte rocce della scogliera che si tuffa a strapiombo sul mare. E a tuffarsi da ogni altezza sono anche i tanti bagnanti che accorrono per godere delle limpide acque ai piedi di Porto Selvaggio e di Torre dell’Alto che domina il panorama creando una fra le più belle cornici dell’intero Salento.

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